Il fine primario del progetto “STEMazing Mind: coltivare il futuro dell’innovazione” è il potenziamento delle competenze STEM e Linguistiche degli alunni.
Il titolo scelto “STEMazing Mind: coltivare il futuro dell’innovazione” sintetizza il nostro obiettivo: potenziare e innovare le conoscenze e le competenze scientifiche, tecnologiche e matematiche, nonché quelle linguistiche, facendo “divertire” e appassionare allo studio gli alunni per mezzo di percorsi laboratoriali che avranno un’intrinseca finalità di orientamento così da promuovere le attitudini naturali e personali dell’alunno.
Il nostro sarà un viaggio nel sorprendente mondo delle STEM. Un percorso di crescita graduale e soprattutto graduato (tarato) sulle reali conoscenze in possesso dei ragazzi.
Innovare attraverso l’apprendimento digitale non riguarda (coinvolge) solamente le discipline scientifiche, ma interessa anche le materie più squisitamente umanistiche, dato che saper utilizzare con competenza software di scrittura, di elaborazione dati, di composizione fotografica e video ecce ecc è strumento di apprendimento e di promozione, di creatività e innovazione, anche per discipline come lettere o arte.
Vorremmo realizzare un modello di scuola “on-life”, creando un continuum educativo e scolastico fra lo spazio fisico e lo spazio virtuale, rimanendo focalizzati sul ruolo delle tecnologie digitali nella nostra società. Educare quindi nel metaverso sarà il nostro obiettivo, mettendo in pratica strategie educative “hands-on” e soffermandoci sulla necessità assoluta di accompagnare l’alunno nell’acquisizione della consapevolezza di ciò che sta studiando nell’ambiente scuola. La sfida è dunque invitare alla riflessione attraverso il metodo laboratoriale utilizzando strumenti digitali (STEM) che faciliteranno il compito di far comprendere allo studente la realtà di cui fa parte e i modi attraverso i quali può contribuire a migliorarla. È assolutamente necessario avvicinare la scuola agli ambienti nei quali l’alunno è abituato a vivere e promuovere un apprendimento attivo e collaborativo fra i ragazzi e fra questi e i docenti così da contrastare l’abbandono scolastico e favorire il benessere emotivo dello studente, che si sentirà accettato nella realtà scolastica, spesso scollata dalla sua realtà vissuta quotidianamente.
Collaborazione e cooperazione favoriranno la concentrazione dell’alunno che deve diventare protagonista del proprio apprendimento. Il confronto fra studenti sarà stimolato dalle metodologie del “problem solving” e del “debate”; grazie a queste tecniche si potranno sviluppare competenze trasversali (life skill) e risoluzioni creative a problemi. I ragazzi saranno quindi guidati, attraverso l’utilizzo consapevole di strumenti afferenti alle STEM e a percorsi formativi di lingua, ad acquisire un metodo che permetta loro di mettere in pratica le competenze acquisite ogni qual volta si presenterà loro davanti un problema significativo da risolvere, identificandolo e pianificando la sua soluzione o quando, incoraggiando la loro creatività, la loro riflessione critica e la loro capacità di argomentare, dovranno mettersi alla prova, per difendere un’idea o un principio, garantendo pari opportunità e parità di genere.
da Simona Manetti